Cosa vedere in Uzbekistan itinerario e consigli

Il viaggio in Uzbekistan è stato un susseguirsi di emozioni. Ho sempre immaginato l’Uzbekistan come una terra da sogno, un luogo che non potesse deludere le aspettative e proprio così è stato. Il paese mi ha colpito tanto, sicuro, accogliente e incredibilmente bello. Passato e presente si fondono in Uzbekistan: splendori di moschee, di palazzi, di deserti, di imperi che furono. Al di là della capitale anche le città minori, peraltro città secolari, riservano magnifiche sorprese. In questo post voglio descrivervi come ho sviluppato il viaggio e descrivere i luoghi che ho visitato, fornendovi ispirazione per capire cosa vedere in Uzbekistan.

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Khiva

Come arrivare in Uzbekistan

Non vi sono molte compagnie aeree che arrivano in Uzbekistan, solitamente Uzbekistan Airways, Turkish Airline e Airflot per cui il biglietto aereo è parte importante del costo del viaggio. Io ho volato con Uzbekistan Airways che ha volo diretto da Roma a Urgench, in questo modo il mio itinerario si è sviluppato dal sud al nord toccando Khiva, Bukhara, Samarcanda, Tashkent, da dove sono poi ripartita per Roma.

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Mura di Khiva

Cosa vedere in Uzbekistan

Qui di seguito vi indico cosa vedere in Uzbekistan, i luoghi da me visitati che consiglio per un primo approccio del paese:

Khiva

La città si trova a 35 km da Urgench, una strada lineare e comoda la collega, per cui dopo il nostro arrivo ci siamo diretti immediatamente a Khiva. La città mi è piaciuta tantissimo, uno degli highlight del viaggio, un vero gioiellino, un luogo fuori dal tempo. Nessun altro luogo quanto Itchan Kala, la città dentro le mura, trasmette l’atmosfera del deserto. Nell’antichità infatti la città era un dei più importanti centri di commercio degli schiavi dell’Asia centrale. Per molti secoli il nome di Khiva è stato legato a immagini di carovane, di cammelli carichi di seta e spezie, ai bazar, alle scintillanti madrasse. Oggi pur essendo semplicemente una città museo alle porte del deserto ha mantenuto quest’aria da mille e una notte, da città carovaniera. L’atmosfera che si può ritrovare è indescrivibile, bisogna viverla.

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Minareto Kalta Minar Khiva

I must di Khiva

  • Il minareto di Kalta Minar: Appena si entra all’interno delle mura dalla porta di Ota Daruoza si scorge subito l’alto minareto incompiuto che avrebbe dovuto raggiungere l’altezza di 70 mt, raggiunge attualmente i 29 mt, è ricoperto di maioliche turchesi  e rappresenta il simbolo della città;
  • La Moschea di Djuma: una moschea particolare dove all’interno si trovano 216 colonne di legno intarsiato;
  • La Mosche estiva: un patio ricoperto da maioliche bianche e blu decorate a motivi floreali con colonne e porte in legno intagliato, si trova anche una sala del trono all’aperto. Quando l’ho visitata stavano facendo una rappresentazione turistica ma suggestiva. Salendo una ripida scala si raggiunge una terrazza da dove si ha un panorama spettacolare della città;
  • Le mura della città: i muri di fango e le sfumature di ocra dominano la città vecchia. Le mura racchiudono lo splendido centro storico e una volta entrati si cambia dimensione temporale, sembra di tornare indietro nel tempo;
  • Un aperitivo in terrazza: questo non può mancare! Godersi un meraviglioso tramonto con vista sulla Madrasa di Alla Kulikhan, proprio di fronte vi è un baretto con terrazza sul tetto che non si può tralasciare;
  • Assaggiare Shivit Oshi: un piatto tipico di Khiva, versione locale della nostra pasta, taglierini verdi impastati con aneto, conditi con spezzatino di manzo.
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Uzbekistan Khiva

Bukhara

Bukhara un’altra città millenaria, esempio di città medievale centro asiatica, fu conquistata da Gengis Khan ed entrò poi nella sfera d’influenza di Tamerlano, eroe nazionale. Si trova a circa 450 km da Khiva per cui il trasferimento è piuttosto lungo. Ha il colore della sabbia del deserto e il suo centro storico spettacolare. Anche questa città mi ha rapito, ricca d’atmosfera, un susseguirsi di negozi colorati di stoffe e tappeti, di bazar, di madrase, moschee e favolosi palazzi. È  una città museo con quasi 200 edifici di valore storico. Il colore dominante è il sabbia come il vicino deserto ma è l’azzurro e il blu delle maioliche che resta impresso e colpisce.

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Minareto Kaljan Bukhara

I must di Bukhara

  • La Fortezza di Ark: oltre a essere una struttura militare era una città nella città, una sorta di cittadella con palazzo dei governanti, harem, arsenale, tesoreria, botteghe artigiane, magazzini, vi vivevano circa 3000 persone. All’interno si possono visitare vari complessi, molti sono danneggiati e vi sono oggi dei musei tra cui il museo di storia, di numismatica, di storia naturale;
  • Registan: la piazza principale della città, è dominata dal Minareto di Kaljan, alto 49 mt, costruito nel 1127 come torre di avvistamento, è ornato a varie altezze di strisce colorate in cotto smaltato di colore azzurro. Sulla piazza si trova poi una moschea cinquecentesca e la Madrassa di Mir i Arab, sormontata di cupole azzurre. Il complesso di questa piazza è veramente bello, ha un colpo d’occhio grandioso, il cuore della città;
  • Fermarsi in un bar nella piazza Lyabi-Hauz: è una piazza che si sviluppa intorno a una vasca ed è ombreggiata da gelsi. È frequentata da gente locale, piena di piccoli bar, luogo ideale per una sosta per osservare il mondo che passa;
  • Charminar: una madrasa (ossia una scuola) delimitata da quattro minareti o torri sormontate da cupole turchesi, ogni torre ha elementi decorativi diversi;
  • Un giro nei bazar: l’artigianato è veramente ricco, tappeti, tessuti, abbigliamento, gioielli si può trovare di tutto ma è proprio piacevole girare per i bazar in cerca di affari, il costo della vita è basso per cui si riescono a fare ottimi affari;
  • Una cena al Old Bukhara: la cucina in Uzbekistan è ricca, prevalentemente a base di carne, durante il mio soggiorno ho trovato ristoranti molto carini, questo è un ristorante all’aperto suggestivo, ve lo consiglio.
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Bukhara Uzbekistan

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Bukhara

Samarkanda

La città che più di altre rappresenta il mito del passato è Samarcanda, crocevia della Via della Seta, capitale del Regno di Tamerlano. Nella sua maestosità si ritrova il fasto del passato, nelle sue piazze si respira ancora lo spirito delle carovane, la ricchezza dei commerci, la sua grandiosità. Uno dei luoghi più antichi del mondo, conquistata da Alessandro Magno, inglobata nell’Impero Persiano, conquistata dai Mongoli con Gengis Khan, fatta rifiorire da Tamerlano. Nell’immaginario collettivo Samarcanda rappresenta un mito per ogni viaggiatore, sono rimasta affascinata e mi sono emozionata nella sua visita.

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Samarcanda

I must di Samarcanda

  • Registan: È un complesso di madrase maestose, la piazza al centro della città ricca di maioliche, geometrie, mosaici azzurri e ampi spazi ben proporzionati. Quando mi sono trovata sulla piazza ho avvertito i brividi, quella stupefacente sensazione che ho provato in alcune parti del mondo. La sua perfezione, grandiosità e bellezza non può lasciare indifferenti;
  • La Necropoli di Shah-i Zinda: Un altro luogo spettacolare di Samarcanda, il suo nome significa tomba del Re Vivente, un susseguirsi di mausolei dai colori intensi con predominanza del turchese. Il colpo d’occhio è pazzesco, io l’ho visto in una brutta giornata eppure mi ha entusiasmato, posso solo pensare in una giornata di sole!
  • Mausoleo di Gur-e Amir: fu fatto costruire da Tamerlano per accogliere le spoglie di un nipote ma vi fu poi sepolto lo stesso Tamerlano. Una cupola turchese brillante, due minareti, un ingresso maestoso rendono questo luogo imperdibile;
  • Assaggiare il plov: questo è un piatto locale veramente buono a base di riso, carne e verdure. Viene cucinato nelle occasioni speciali in un pentolone grande, io l’ho mangiato in un posto locale spartano ma il piatto era buonissimo;
  • Moschea di Bibi Khanym: una delle più grandi moschee del mondo, costruita per la moglie di Tamerlano, molto imponente
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    Samarcanda

Azzurro di Samarcanda

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Necropoli Shah I Zinda Samarcanda

Tashkent

L’ultima tappa del viaggio è stata la capitale Uzbeka, per raggiungerla abbiamo preso un treno veloce, comodissimo da consigliare per comodità e rapidità. La città è ben diversa dalle precedenti, ha strade ampie su cui si affacciano palazzi d’impronta sovietica, è ordinata con molto verde. Ha sicuramente meno fascino delle precedenti ma comunque merita una visita per vari aspetti che ora vi illustro.

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Tahkent

I must di Tashkent

  • Moschea di Tellya Sheik: qui è custodito uno dei cinque Corani più grandi al mondo, carta antica e scrittura araba rendono interessante la visione;
  • Bazar Chorsu: è un grande mercato collocato in una costruzione circolare sormontato da una cupola verde. Entrando veniamo catapultati in un mondo fatto di cibi, colore, contrattazioni. Il mercato è diviso per aree: spezie, carne, verdure, frutta secca. Mi piacciono molto i mercati, comprerei tutto e mi appago di tutto il colore che si trova;
  • Le fermate della metropolitana: una vera e propria opera d’arte sotterranea;
  • La città nuova: è una delle città più verdi d’Asia e in effetti vi sono viali alberati, giardini, aree verdi. Strade grandi come boulevards parigini, palazzi squadrati d’impronta sovietica, non immaginatevi una città in fermento piuttosto un luogo tranquillo in cui passeggiare;
  • Museo di Arti Applicate: carino per vedere le attività principali del paese ma soprattutto per l’edificio in cui è custodito il museo con decorazioni in legno e stucchi dai colori vivaci.
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    Fermata metropolitana Tahkent

Questo è stato un viaggio realmente appagante, in una settimana si può già avere una giusta percezione del paese. Si potrebbe certo vagare settimane per i vicoli del bazar, riposare nella quiete di un giardino o soffermarsi sul riflesso del sole su una cupola. Tutto merita attenzione, purtroppo il destino del viaggiatore non sempre consente di avere così tanto tempo. Per cui andate in Uzbekistan, per una vacanza breve o ancora meglio per una più lunga, vi rimando a un altro mio post che illustra ulteriormente i motivi per partire e se voleste consigli o addirittura necessità di programmare un viaggio non esitate a contattarmi

 

 

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