Rivedere Bali dopo 25 anni sensazioni e ricordi

Lo scorso agosto sono tornata a Bali dopo 25 anni, avevo infatti programmato un viaggio che toccasse Hong Kong, Bali e le isole Gili. Purtroppo il terremoto che ha colpito Lombok e Gili ci ha impedito di raggiungere le isole. Resteranno nella nostra lista dei desideri ma ringraziamo ancora per non esserci trovati lì in quei momenti. Tanti turisti hanno infatti vissuto momenti di vera paura scappando dai luoghi maggiormente colpiti. Noi abbiamo di conseguenza modificato il nostro itinerario di viaggio, rimanendo tutto il tempo a Bali. Una sensazione d’irrequietezza è rimasta durante il viaggio dovuta alle continue scosse di assestamento che continuavano a percepirsi. L’Indonesia si trova infatti sulla cosiddetta “cintura di fuoco”. Una zona caratterizzata da un’elevata sismicità, in realtà la situazione a Bali era molto tranquilla, abbiamo solo percepito alcune leggere scosse di pochi secondi ma la vita sull’isola proseguiva normalmente.

Abbiamo quindi visto Bali in lungo e largo dedicandoci soprattutto al suo interno, alla visita degli innumerevoli templi e toccato anche le varie spiagge del sud.

Pura Ulun Danu, Bali, Tropical Spirit

Tempio Pura Ulun Danu Bali

Prime impressioni sul ritorno a Bali

Bali è cambiata molto dalla mia visita di 25 anni fa. Il primo impatto è stato uno choc. 

Bali è sempre bella, innegabilmente molto bella: un tripudio di palme, fiori, sorrisi, vegetazione rigogliosa, templi e vulcani. E’ diventata però veramente troppo turistica. Una volta dicevano che Bali era il paradiso, l’isola dei mille templi, l’isola dei villaggi abitati ancora dagli dei. Oggi invece assistiamo al contrasto dell’impulso colonizzatore dell’Occidente con le ultime resistenze della cultura d’Oriente. Come spesso accade si sta cercando di sfruttare economicamente il boom turistico. Muoversi tra Kuta e Seminyak è diventato quasi impossibile. Un’ora di coda per fare un solo chilometro! Una fila interminabile di auto, moto, luci, clacson, rumore. Tanti luoghi molto instagrammabili che vediamo normalmente sui social sono inseriti in contesti molto affollati ed è necessario pagare per avere belle fotografie. Il massimo l’ha raggiunto la bufala del tempio di Lempuyang, situato nell’interno dell’isola. Dalle foto che circolano online sembrerebbe che questa bellissima porta del tempio sorga su un lago, in realtà un omino con uno specchietto crea questo effetto e si fa pagare per gli scatti fotografici. Una fila immensa per poter avere una splendida foto da postare. 

Le risaie di Tegalang sono bellissime ma molto frequentate e anch’esse sfruttate turisticamente. Vi sono vari angoli in cui è possibile salire su altalene a pagamento, varie scritte “Love Bali”. Ho preferito sicuramente le risaie di Jatiluwih molto più vere e meno sfruttate.

Tegalang, Bali, Tropical Spirit

Risaie di Tegalang

Capite quindi che non posso fare il solito post auto celebrativo di Bali. Per dovere di cronaca devo dire che tutto questo turismo la sta distruggendo. Bali si è trasformata in un parco giochi per turisti, si fa fatica a percepire la vera essenza dell’isola. Ma tale essenza c’è sempre! Bisogna solo avere la capacità di coglierla. L’isola è sempre splendida: verdissima con una vegetazione strepitosa, profumata con i meravigliosi frangipane dalle mille sfumature, colorata con gli splendidi batik che si trovano ovunque, rilassante nelle sue innumerevoli spa e nella cura del wellness, accogliente con un popolo sempre  sorridente e  gentile.

Jatiluwih, Bali, Tropical Spirit

Risaie di Jatiluwih

 

Gli abitanti

Il popolo è l’elemento che fornisce continuità con il passato. Gli abitanti sono sempre cordiali e sorridenti. Cercano spesso i turisti per scambiare alcune parole, sono fieri di fare delle fotografie insieme a loro. La gente continua a coltivare campi, a fare il bagno nei ruscelli, a essere devota agli dei, portando loro offerte nei 10.000 templi sparsi su tutta l’isola. I locali, nonostante l’evoluzione dell’isola, hanno infatti mantenuto integre le loro credenze religiose. Sono induisti a differenza del resto dell’Indonesia in cui sono musulmani. Continuano pertanto a compiere le proprie celebrazioni religiose incuranti dei turisti e della curiosità intorno. Per percepire questa spiritualità bisogna però addentrarsi nell’interno, abbandonare i circuiti più turistici, visitare i villaggi che nonostante tutto conservano inalterati i loro gesti, le loro tradizioni, la vita, la cultura. Capita ogni giorno d’incontrare una processione con donne che portano delle alte torri di fiori sulla testa. Vanno al tempio a offrire i loro doni. Bisogna girare l’angolo del tempio, parlare con le persone, osservare la gentilezza degli sguardi locali e allora si tornerà alla vera essenza dell’isola degli dei. 

Bali, abitanti, cerimonia religiosa, Tropical Spirit

Cerimonia religiosa Bali

Bali, abitanti, Tropical Spirit

Abitanti di Bali al tempio

Il ricordo di Bali

Certo avendo visto l’isola in un contesto diverso era ovvio che rilevassi certe differenze e mutazioni. Ero stata a Bali 25 anni fa ed era veramente un’altra isola, non soffocata ancora dal turismo di massa, poteva essere girata in lungo e largo comodamente. Dalla costa si arrivava ai vulcani al centro dell’isola in un batter d’occhio, non era infatti invasa dal traffico. Ubud era un villaggio di poche case abitate da pittori. Le risaie non erano in parchi a pagamento ma s’incontravano lungo la strada. Sanur era veramente un paesino abitato da pescatori. Era un Eden da scoprire per cui ovviamente rivederla così mi ha lasciato un sapore amaro di cosa perduta, di bellezza sfiorita, un misto di dispiacere e malinconia. Questa sensazione può capitare nel rivedere luoghi con il passar del tempo. D’altronde penso che come ci evolviamo noi è giusto anche rivedere luoghi nella propria evoluzione perché ovviamente cambia la prospettiva temporale e si percepiscono nuove essenze e sfumature non sempre negative.

Cascate Tegenungan, Bali, Tropical Spirit

Cascate di Tegenungan Bali

Conclusioni

Bali è cambiata molto ma ciò nonostante ha sempre un fascino particolare. Naturalisticamente è sempre splendida, consiglio solo di cercare un proprio itinerario che si discosti dai luoghi più battuti. Abbandonare il sud e girovagare tra Ubud e dintorni. Anche Ubud è cambiata ma per fortuna ha mantenuto i suoi placidi ritmi di vita. Hotel e Guest House sono immerse nei verdi dei campi, i caffè si affacciano su lagune piene di fiori di loto. Qui troverete ancora la vera essenza di Bali fatta di atmosfere, sensazioni ed emozioni. Ci si può fermare in qualche villaggio sul vulcano Batur, oppure cercare sentieri nella zona di Jatilwuih, fra vallate coltivate a terrazze e villaggi contadini. La destinazione è quindi sempre consigliabile. Un viaggio facile ma che offre tanto, in uno spazio limitato si possono vedere veramente tante bellezze. Basta essere consapevoli che Bali ormai è molto turistica, ognuno potrà dare alla propria vacanza l’impronta che preferisce. Bali ha qualcosa per chiunque.

Ubud, Troopical Spirit

Ubud

Besakih, Bali, Tropical Spirit

Cerimonia di cremazione al tempio Besakih

Io ti ringrazio Bali perché dopo il primo sconforto iniziale ti sei mostrata in tutta la tua bellezza. Mi hai regalato tramonti infuocati, sorrisi infiniti dagli splendidi abitanti, clima perfetto secco e soleggiato, cascate sperdute e suggestive, itinerari nella natura, vedute sui vulcani, spiagge deserte contrapposte ad altre più affollate, serate piacevoli in bellissimi locali, atmosfere intime e spirituali negli infiniti templi, hotel bellissimi in location immersi nella natura.  

 

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