Lisbona: cosa vedere in tre giorni

Lisbona, dislocata su sette colli come una Roma lusitana, o ti entra dentro e l’apprezzi in tutti suoi contrasti, oppure fuggi dalla sua saudade senza mai coglierne l’anima.

Io l’ho apprezzata molto e mi sono persa volentieri nelle sue atmosfere malinconiche ma al tempo stesso colorate e vivaci. Ho passeggiato lentamente nei vicoli antichi di Alfama, ho gustato tutte le specialità locali nei ristoranti alla moda o nelle taverne di quartiere, ho osservato una città che si riflette nel bianco del selciato delle vie cittadine o tra i muri riccamente decorati di azulejos. Questa città ha conservato ancora oggi il piacere di vivere al giusto ritmo ed è proprio una città da assaporare con calma, prendendosi pause nei caffé o nelle terrazze cittadine.

Lisbona non è una città grande, in tre giorni si può già cogliere lo spirito del luogo. Vi suggerisco il mio itinerario nel week end lungo che ho passato a Lisbona.

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Lisbona Miradouro Porta do Sol

Giorno 1

Arrivare in città dall’aeroporto è molto semplice. Si trova infatti solo a 7 km dal centro, per cui con un taxi, con un bus o con la comodissima metropolitana in poco tempo si arriva. Occorre prendere prima la linea rossa, scendere alla fermata di Alameda e poi prendere la linea verde e scendere a Rossio in pieno centro.

Per una veduta d’insieme della città si può iniziare con un classico giro sul tram 28 da Largo Martim Moniz, in prossimità della centralissima Praça Figueira. Il mitico tram giallo parte dal quartiere centrale di Baixa e va verso Alfama, inerpicandosi per strette vie in salita, tra scossoni, salite ripide e un cigolio caratteristico resta sempre un’esperienza da provare. L’aspetto negativo da tenere conto sono le lunghe file per prenderlo. Durante il tragitto si passa davanti alla cattedrale, conosciuta come Sé de Lisbona, costruita nel 1147 è la più antica chiesa della città.  Si prosegue per il delizioso Miradouro de Santa Luzia, una terrazza di azulejos affacciata sui tetti rossi di Alfama e poi si riprende la salita fino a Igreja Sao Vincente de Fora. Per la discesa si può optare di scendere a piedi per i vicoletti di Alfama oppure continuare con il tram.

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Lisbona, tram 28

Successivamente ho perlustrato il quartiere Baixa, siamo in pieno centro dove si snodano belle piazze: Figueira, in cui si affacciano eleganti case dall’architettura neoclassica tutte uniformi e maestose, Praça do Comercio, dove un tempo c’era il palazzo reale, bellissima piazza affacciata sul Tago, Praça Dom Pedro IV, punto d’incontro fondamentale per i bar, le pastelarias e il teatro sul lato nord. È un susseguirsi di negozi, uffici, banche; sono le vie aristocratiche della città ricostruite dopo il terremoto del 1755. A Baixa si trova anche un ascensore panoramico: Elevador de Santa Justa,  in filigrana di ferro dall’aria neogotica, opera datata agli inizi del 900.

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Lisbona Praça do Comercio

 

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Lisbona Elevador de Santa Justa

Per pranzo ci sono tantissimi ristoranti, bar, taverne ma per entrare nel clima del luogo ho provato un ristorante tipico Beira Gare dove si può gustare il classico baccalà o altri piatti tipici portoghesi.

Il pomeriggio l’ho dedicato al Bairro Alto un quartiere molto animato ricco di negozi e locali, ma in quell’intreccio di vicoli e saliscendi si ritrova l’anima di Lisbona tra la romantica saudade e il trasformismo di una città in movimento. Terrazzi in ferro battuto, azulejos nelle facciate dei palazzi, scorci sul fiume, botteghe di una volta e locali alla moda. Il quartiere è lo specchio di una metropoli tra presente e futuro. Questa parte della città è molto in voga anche alla sera piena di giovani e artisti di strada.

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Lisbona funicolare

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Lisbona, azulejos

Un must da non perdere nel vicino quartiere del Chado è il Convento del Carmo, i resti di una chiesa carmelitana in parte distrutta dal terremoto del 1755. La navata priva di soffitto è veramente scenografica, se poi si ha la fortuna di vederla con il cielo azzurro l’atmosfera particolare del luogo viene del tutto percepita

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Lisbona Convento del Carmo

Giorno 2

Il secondo giorno ci spostiamo nel lato sud-est di Lisbona a ridosso del fiume Tago. Siamo nel quartiere di Belém raggiungibile comodamente con il tram 15. Qui l’atmosfera che si ricava è quella della Lisbona conquistatrice, il periodo delle grandi scoperte geografiche. Il pezzo forte è il Mosteiro de Jeronimos, un grande edificio in stile manuelino, suddiviso nella chiesa dedicata a S Maria Belém e nel monastero vero e proprio che comprende anche il chiostro. È un enorme edificio eretto per celebrare il ritorno di Vasco de Gama dalle sue conquiste in India.

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Lisbona, Mosteiro de Jeronimos

Ci sono file lunghissime all’ingresso. Mi è piaciuta molto la chiesa e le sue tre navate con pilastri riccamente scolpiti e bellissime volte.

Di fronte al monastero sulle rive del Tago sorge il monumento alle Scoperte dedicato ai grandi navigatori portoghesi. Molto imponente con la sua altezza di 54 mt.

Poco più in là si erge la torre di Belém, simbolo di un passato in cui Lisbona era padrona del mondo. La torre proteggeva l’ingresso alla città dal fiume. Non entriamo dentro la torre sia perché c’è la solita fila lunghissima, sia perché non abbiamo avuto responsi particolarmente positivi su di essa. Cosa da fare assolutamente in questa zona è andare mangiare le pastéis di Belém (tartelle alla crema e cannella) nella storica pasticceria del quartiere. Anche qui ci attende una lunga fila. Sulla via del ritorno ci siamo fermati a LX Factory una ex fabbrica riqualificata dove adesso hanno sede numerosi locali, ristoranti e anche un mercatino carinissimo stile Camden Town. Devo dire una bella parentesi in un clima diverso in cui fare una pausa o pranzare.

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Lisbona, Torre di Belém

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Lisbona, LX Factory

Tornando in città siamo andati a visitare il Castello di S. George, la fortezza che domina Lisbona e dalla quale si gode un ottimo panorama.

Per cena vi segnalo un ristorante carinissimo Pharmacia situato sulle rive del Tago. È una ex farmacia riadattata a ristorante, molto particolare, all’interno si trovano, quali elementi decorativi, oggetti classici da farmacia: bilance, ampolle, provette. Un’atmosfera insolita e una bella location, cibo interessante.

Giorno 3

Il terzo giorno l’ho dedicato alla visita di Sintra, uno dei luoghi più importanti e pittoreschi fuori dalla capitale portoghese. La località è facilmente raggiungibile col treno dal centro della città. Il luogo è talmente magico che merita un post apposito, per cui continuate a seguirmi e a breve avrete il resoconto dettagliato.

Il pomeriggio l’ho invece dedicato alla visita di Alfama, un quartiere suggestivo con i suoi vicoli che s’arrampicano fino al castello di Sao Jorge.  È una zona dal fascino decadente, vicoli bianchi che s’intersecano, porte colorate, murales, panni stesi al vento. La vita di tutti i giorni che scorre in questi vicoli. È l’immagine di una Lisbona che mi aspettavo, con un fascino particolare. Un misto di malinconia dato da un certo degrado che si nota nei palazzi e di allegria dovuta ai colori brillanti di alcune facciate che all’improvviso appaiono o ai murales che si trovano dietro l’angolo. Il quartiere colpisce nella sua semplicità. In alcune strade il tempo sembra essersi fermato, altre vie invece sono ristrutturate dove spiccano porte e finestre colorate. Il fiume Tago appare all’orizzonte sovrapponendosi alle vedute dei vicoli.

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Lisbona Alfama

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Lisbona murales Alfama

Un altro quartiere suggestivo è La Mouraria, impregnato realmente di vita portoghese, angoli semplici, veri, piccole botteghe artigiane o locande di una volta. Questo quartiere un tempo era molto degradato, luogo di prostitute e malfamato, ora è stato riqualificato ed è molto suggestivo. È il quartiere dove nasce il fado e di Maria Severa Onofriana, una delle più famose cantanti di fado. Si percepisce un forte senso di appartenenza degli abitanti del quartiere, uno spirito di villaggio all’interno della città. Mi ricorda molto i vicoli di Genova, sarà per questo che mi è piaciuto in modo particolare.

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Lisbona Le Mouraria

Ho apprezzato molto la street art, Lisbona è infatti una delle città europee con i murales più belli, un vero museo a cielo aperto. In questo quartiere è frequente girare un angolo e trovarsi di fronte un dipinto colorato, molti dei quali sono opere di artisti famosi. La fotografa Camilla Watson ha riprodotto in una strada gli anziani del quartiere.

 

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Lisbona foto Camilla Watson

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Lisbona, angoli di Alfama

In ultimo vediamo il quartiere di Graça, un’altra zona bohémienne della città. Qui vi è un’opera di urban art molto spettacolare, opera di Vhils e Obey Giant, un’immagine di donna sdoppiata.

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Lisbona, murales Vhils & Obey Giant

Per concludere la giornata ci siamo recati al Miradouro di Graça dove si ha una bellissima vista sulla città e i giovani si ritrovano a sorseggiare un aperitivo sulla piazza bordata di pini.

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Lisbona

Come vedete in pochi giorni sono riuscita a vedere tanti aspetti di Lisbona, come tutte le città con più giorni a disposizione si potrebbe conoscerla meglio, vedere i suoi splendidi musei, visitare l’Oceanario, spingersi nei quartieri più defilati. Già così però ho colto l’essenza della città e me ne sono innamorata, una città viva, luminosa, allegra, dove si mangia benissimo e si sta proprio bene.

 

 

 

 

 

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